Il rito del perdono: dal monachesimo bizantino portiamolo nelle nostre famiglie affinchè diventino “piccoli monasteri domestici”

Nel monachesimo latino, sia esso di ispirazione benedettino-cistercense, sia esso di ispirazione certosina, la giornata monastica si conclude con la recita della compieta e un canto alla Madonna. Nel monachesimo bizantino cattolico (non ho notizie di quello ortodosso) l’equivalente del rito della compieta è l’apodipnon. Durante la Grande Quaresima, dal lunedì al giovedì, si recita il Grande apodipnon, che si differenzia da quello piccolo, per essere più lungo e solenne. Il rito, prima delle formule di congedo, si conclude con una richiesta di perdono. Colui che presiede, facendo metania dice ai fratelli: “Benedite, padri santi, date il perdono a me peccatore”. E i fratelli: “Dio ti perdoni, Padre santo”. E tutti i fratelli, a due a due, uno da ciascun coro secondo l’ordine ripetono la richiesta di perdono e lo ricevono a loro volta scambiandoselo fra loro.


Il rito è molto bello perchè mette in luce il bisogno, essenziale nel cammino di santità della vita cristiana, di chiedere perdono a Dio e ai fratelli.

Come è noto la famiglia deve essere una piccola chiesa domestica, santa tanto quanto un monastero. Per cui, ad imitazione di quanto avviene nei monasteri cattolici bizantini, propongo agli sposi cristiani di concludere la giornata pregando e perdonandosi a vicenda…

QUESTA LA MIA PROPOSTA (possibilmente davanti a un’Icona o un’altra immagine sacra)

Recita di compieta secondo il rito monastico, schema b della liturgia ore, in uso presso i benedettini

Il marito chiede scusa alla moglie dicendo: “perdonami amatissima moglie per tutti i peccati che ho commesso contro di te in pensieri, parole, opere, omissioni”.

La moglie risponde: “Marito amatissimo, io ti perdono con tutto il mio cuore”.

La moglie chiede scusa al marito usando una formula similare.

I genitori chiedono scusa ai figli dicendo: “perdonateci carissimi figli per tutti i peccati che ho commesso contro di te in pensieri, parole, opere, omissioni”.

Rispondo i

I figli chiedono scusa ai genitori usando una formula similare.

Insieme tutta la famiglia recita l’atto di dolore.

Ci si abbraccia e poi si va tutti a letto.

CHE DITE ? SAREBBE BELLO FARE UNA COSA DEL GENERE AL TERMINE DELLA GIORNATA ?